Nella società contemporanea la vita dell’uomo diviene transito.
Transito attraverso la città, attraverso i media, attraverso i rapporti sociali.
Transito come vacuità, instabilità quotidiana ed evanescenza.
Il portfolio cerca di ricollocare e riponderare la dimensione della quotidianità focalizzandola sul pensiero del perenne transito dell'uomo moderno. La trasformazione delle modalità di socializzazione, la gestione dei rapporti interpersonali e del tempo a disposizione ha creato un nuovo modo di vivere e di rapportarsi l'un l'altro.
La condizione di perenne transito ha trasformato la città in una enorme parentesi, una periferia, un non luogo. La vita, trasformata in transito, è diventata tregua di solitudine e di incomunicabilità.
Nei soggetti fotografati traspare l'assenza di rapporto con il fotografo, che diventa un'entità esterna, alienata. Lo sfondo della città non appare più reale di un trompe l'oeil. La scelta dell'utilizzo di una toy-camera appare particolarmente efficace, in quanto restituisce un'atmosfera onirica ed irreale, così come la scelta di impiegare un contrasto bianconero.
© Fotografie di Ilaria Oppimitti Anno 2008